Al ritorno dalle vacanze, spesso ci sentiamo più stanchi di prima. Viaggi avventurosi, vacanze comode, o semplicemente a casa a riposare, non importa: può capitare che non ci sentiamo davvero pronti a tornare alla vita di tutti i giorni, avvalorando il luogo comune “mi serve una vacanza per riprendermi dalla vacanza”.

In realtà stiamo solo attraversando una comunissima “sindrome da rientro”: un insieme di sintomi, che possiamo riscontrare in parte o tutti insieme, che rendono particolarmente pesante la fine dell’estate.
La colpa della sindrome da rientro, ovviamente, non è delle vacanze che sono state troppo poche o stancanti, ma del rientro stesso: la routine con i suoi ritmi e le sue preoccupazioni, lo stress causato dal lavoro generano subito stanchezza, irritabilità, e difficoltà di concentrazione.
In vacanza, inoltre, può succedere di mettere da parte le buone abitudini alimentari (il viaggio è scoperta, e la scoperta spesso passa anche dalla tavola) e il nostro corpo ne risente: oltre a qualche possibile chilo in più, possiamo riscontrare un maggiore affaticamento, sonnolenza, e tutti quei piccoli fastidi che ricordano i postumi di un lauto pasto.

Ma per fortuna le buone notizie sono due: la prima è che la sindrome da rientro non dura più di qualche giorno, e la seconda è che ci sono dei piccoli accorgimenti per liberarsene più velocemente. La prima cosa da fare è mantenere una costante idratazione: in questo modo i tessuti riceveranno il giusto apporto sanguigno e una rapida circolazione di antiossidanti; il corpo, in sostanza, verrà adeguatamente irrorato di energia. Per quanto riguarda il rientro al lavoro, invece, cerchiamo di ricominciare gradualmente, sbrigando per prime le questioni più leggere, ponendoci obiettivi graduali e ragionevoli: la concentrazione tornerà un po’ per volta.
“Gradualità” è la parola chiave anche per il recupero del giusto ritmo sonno-veglia: iniziamo a modificare un po’ per volta – nell’arco di qualche giorno – l’ora alla quale andiamo a letto, così che il suono implacabile della sveglia diventi meno traumatico.
Non piombiamo in una routine sedentaria, ora che il tempo per le passeggiate è ridotto: l’attività fisica fa bene tutto l’anno, e aiuta anche a superare la sindrome da rientro, contrastando l’affaticamento, l’irritabilità, e il cattivo umore. All’attività fisica, va abbinata una ripresa – questa volta possibilmente non graduale – di un’alimentazione sana.

L’ultimo consiglio per superare il momento difficile del ritorno alla routine è includere in essa dei momenti di relax: anche solo una passeggiata dopo il lavoro, qualche ora al parco in compagnia di un buon libro nel fine settimana, un’uscita con gli amici. Qualunque cosa ci faccia sentire ancora in vacanza ci impedirà di essere tristi perché sono finite!

Lucea