Psicologia e Covid19: ripartire ascoltando il corpo

Ascoltare il corpo per arrivare alla mente, e contrastare gli effetti dello stress causato dalla pandemia di coronavirus e dai mesi di lockdown

Questo periodo fatto di regole, restrizioni e nuove abitudini per far fronte all’emergenza del coronavirus ha messo a dura prova anche il benessere mentale delle persone. Da un giorno all’altro ci si è ritrovati a riorganizzare i propri spazi, non solo fisici, ma anche mentali.

Si è parlato di convivenze “forzate”: non solo per chi non si è potuto spostare dal luogo in cui si trovava al primo stop, ma anche per le coppie e le famiglie, abituate a viversi quotidianamente, ma di solito con i propri spazi individuali dettati dal lavoro fuori casa e da tutte le attività che “toglievano” o prendevano del tempo, dentro e fuori casa. C’è chi si è trovato a vivere una quarantena da solo: qualcuno riscoprendo il piacere di stare con se stesso, qualcuno ha invece sofferto la solitudine, qualcun altro ancora – non potendo “riempire” il proprio tempo altrimenti – si è dovuto avvicinare a se stesso.

Ma quali sono gli effetti di questa situazione a livello psicologico? Si può parlare di ritorno alla normalità?

Partendo dal presupposto che la “normalità” è un concetto soggettivo, per ora si è in una fase di adattamento a una situazione che varia nel tempo e che richiede la creazione di nuove abitudini (si pensi ad esempio all’uso delle mascherine), una flessibilità continua e maggiore, e questo può essere una fonte di stress. Mente e corpo viaggiano a braccetto, quindi durante una situazione stressante, il corpo può comunicare un disagio. Può “avvertire” con sintomi quali difficoltà del sonno, irrequietezza, mal di testa ricorrenti e persistenti, dolori muscolari, sensazione di nodo alla gola, mal di pancia, ecc. Imparare ad ascoltare quello che il corpo comunica è già un passo per fronteggiare un possibile problema.

In questa fase di graduale riapertura, può essere ancora molto forte l’emozione della paura, legata al contagio, legata al futuro. La paura è un’emozione che di per sé è utile alla sopravvivenza, permette di attuare dei comportamenti per evitare un pericolo, per fuggire, ma quando invece è eccessiva e smisurata rispetto alla situazione, allora può diventare sequestrante, bloccante. Spesso poi questa paura può trasformarsi in ansia

In questo periodo particolare di emergenza, la paura può essere uno stimolo per seguire le buone norme e regole per evitare le possibilità di contagio, ma a volte sembra quasi distaccarci dalla realtà. C’è chi arriva a vivere con forte ansia e paura lo svolgimento di attività che prima era consuetudine fare (ad esempio la spesa, fare una passeggiata). A volte nelle situazioni stressanti possono anche riemergere vecchie paure, tensioni, o dei vecchi comportamenti non funzionali (ad esempio l’uso di sostanze stupefacenti, la dipendenza da gioco d’azzardo, una cattiva relazione con il cibo), o difficoltà precedenti che la routine tendeva a “riempire” e sopire. 

È importante in questi casi e in generale quando si sente di non riuscire a poter gestire le proprie emozioni da soli, chiedere un supporto a uno specialista. La consulenza psicologica e il supporto psicologico possono aiutare a sciogliere quei nodi che vengono a galla, a volte sotto forma di segnali del corpo, di veri e propri sintomi.

Rivolgersi a uno psicoterapeuta, a uno psicologo, significa dare valore alla propria salute, al proprio benessere fisico e mentale.

La stessa Organizzazione Mondiale della Sanità definisce la salute “uno stato di totale benessere fisico, mentale e sociale” e non semplicemente “assenza di malattie o infermità”. 

Alexander Lowen, psicoterapeuta e psichiatra statunitense, afferma: «Gli uomini pensano di risolvere tutto con la mente, invece di “sentire”. Il sentire non ha a che fare con l’intelligenza o con la forza. Solo lavorando su di sé, sul proprio corpo – grazie al quale l’uomo “sente” – l’uomo può curarsi e aspirare, come è sacrosanto, a una vita sana, libera, felice. Ed essere in grado di amare veramente». E, aggiungerei, di amare se stesso.

 

Dott.ssa Laura Camastra, Psicologa e Psicoterapeuta

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